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Il percorso psicoterapeutico

Il primo passo per capire insieme (paziente e psicoterapeuta) cosa fare è comporre un quadro attendibile dello stato attuale in cui si trova la persona (nell'ambiente in cui vive). E' la fase di diagnosi psicologica, svolta tramite 2-3 colloqui iniziali, integrati eventualmente da test e questionari. 

Sulla base di quanto emerso e insieme discusso, della relazione che si è instaurata - è necessario che il paziente "si trovi bene" con il terapeuta, abbia fiducia, e si senta libero di parlare di sé - e della effettiva disponibilità all'impegno del paziente stesso, si decide come procedere.

In genere, già la fase diagnostica ha un potere "terapeutico" perché fa luce sulla situazione e aiuta il paziente a prendere coscienza di sé. E' per questo che i risultati della diagnosi psicologica sono discussi apertamente con il paziente.  


Il colloquio in psicoterapia

Ogni genere di psicoterapia può essere vista come una serie più o meno lunga nel tempo di situazioni di colloquio in cui si incontrano il terapeuta e il paziente. La sfida della psicoterapia è infatti quella di provocare un cambiamento e un miglioramento nella persona che chiede aiuto attraverso il dialogo   - ed è per questo motivo che il “colloquio clinico” rappresenta la tecnica più importante, ma anche più difficile, da acquisire da parte dello psicoterapeuta.

In relazione alle diverse forme e scuole di psicoterapia, il colloquio può avere una durata diversa – minimo 45 minuti – una cadenza settimanale o maggiore, e anche l’ambiente in cui avviene può essere organizzato secondo diverse modalità. Secondo certi indirizzi terapeutici si richiede al paziente di essere molto interattivo, in altri lo si lascia manifestare come desidera, ed anche lo psicoterapeuta può avere un comportamento attivo, oppure tendere soprattutto ad ascoltare, intervenendo con parsimonia.

In genere, già i primi colloqui hanno un potere "terapeutico" perché fanno luce sulla situazione e aiutano il paziente a prendere coscienza di sé. E' per questo che i risultati della diagnosi – che si effettua all’inizio del percorso - sono discussi apertamente con il paziente.


Psicoterapia: i percorsi

Le strade della psicoterapia sono molte.
Alcune persone vogliono impegnarsi in una terapia ampia e approfondita, di genere psicoanalitico, al fine di comprendere a fondo se stessi e/o risolvere problematiche gravi e persistenti. Altre persone preferiscono lavorare su un sintomo specifico  – è la psicoterapia focalizzata e a breve termine - o su una situazione che li angoscia. Talvolta può essere sufficiente una breve consultazione per chiarire problematiche ben delimitate.

In alcuni casi è consigliabile lavorare insieme in termini di comportamento – cioè: come modificare il proprio modo di agire e di fare – o in termini di visione e comprensione della realtà – quindi: come modificare le modalità di vedere il mondo che creano problemi al paziente -.

In altre situazioni nelle quali è necessario rivedere ampie aree della propria vita, al paziente è consigliata una psicoterapia dinamica in profondità.

Quando il problema è diffuso nella famiglia , o rispetto ai figli, si preferisce lavorare sulla coppia o sull’intera famiglia, attraverso delle sedute collettive.

Vi sono, infine, il counseling e il coaching, cioè una forma di consulenza personale di genere supportivo su tematiche specifiche che aiuta la persona a sviluppare modalità efficaci di affrontare i problemi.

Tutte le forme di aiuto psicologico sopra dette hanno una lunga storia e sono applicate e diffuse a livello internazionale. Non vi è nulla di improvvisato o di esoterico, e il percorso terapeutico va visto come un lavoro che paziente e terapeuta svolgono insieme.