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Dal “Generale inverno” al “Generale tempo”, la "strategia” di Putin

Sono ormai quasi 2 anni da quando Vladimir Putin ha scatenato L’INVASIONE CRIMINALE DI UN PAESE SOVRANO in assenza di qualunque minaccia o provocazione, inventando la favola della “de-nazificazione”, e in totale assenza di “strategia” (probabilmente ingannato dai suoi stessi consiglieri che, per paura, non hanno evidenziato lo stato reale delle cose).

Dopo aver gettato nelle prime fasi di aggressione giovani militari inesperti, aver lasciato distruggere colonne di carri, e aver infine ripiegato rispetto agli obiettivi iniziali, si è andata delineando una “non-strategia” fatta di continue menzogne, ridefinizioni fantasiose dei motivi della cosiddetta “OPERAZIONE MILITARE SPECIALE”, condita di rimozione di generali incapaci, forse pieni più di vodka che di idee tattiche.

Ma tutto ciò era stato preparato con molte altre attività, non solo di belligeranza sul campo come l’invasione della Crimea alla quale, colpevolmente, nessun paese occidentale si oppose, ma anche di GUERRA PSICOLOGICA condotta attraverso un uso – questo sì, sapiente – di mezzi di influenzamento che hanno diffuso NOTIZIE FALSE (le FAKE NEWS, ma non solo) in numerosi paesi europei.

L’Italia, come sappiamo, è stata (ed è) particolarmente esposta al “DISORDINE INFORMATIVO” composto dalle 4 tipologie di attacco di cui la classica “DISINFORMATIA” è parte costituente.

MA COSA HA ORDINATO DI FARE PUTIN CONTRO L’UCRAINA?

Ecco un incompleto elenco…

  • Città bombardate, teatri, ospedali e edifici civili distrutti in zone del tutto estranee ai campi di battaglia
  • Costante spargimento del terrore nella popolazione civile
  • Violenze e stupri di civili
  • Torture sui civili e su militari
  • Deportazione di bambini e frantumazione dei nuclei familiari
  • Disseminazione di mine antiuomo nelle campagne
  • Allagamento delle campagne causando disastri enormi
  • Continua minacce contro la sicurezza delle centrali nucleari
  • Distruzione di infrastrutture e centrali energetiche
  • Bombardamento dei siti di stoccaggio del grano e minaccia al trasporto
  • Distruzione deliberata di chiese, opere d’arte, monumenti
  • Attacchi terroristici spesso portati in occasione di ricorrenze nefaste come l’Holodomor (23 novembre) la carestia provocata dall'URSS di Stalin tra il 1932 e il 1933 causando milioni di morti in Ucraina
  • Uso di detenuti e galeotti come combattenti per la Russia, in cambio della libertà per i sopravvissuti
  • Coscrizione di civili non addestrati per combattere.

Aiutato in tutto ciò dall’Iran che ha venduto droni micidiali a basso costo, e dai paesi satelliti che hanno tenuto bordone anche alle evidenti MENZOGNE DEL REGIME (vedi la vicenda di Evgenij Viktorovič Prigožin e il ruolo della Bielorussia) il regime di Putin si è retto nonostante l’embargo, dopo essersi ampiamente finanziato con i proventi del gas elargiti dai paesi occidentali nel corso di anni. PROVENTI CHE NON SONO CERTO STATI UTILIZZATI PER MIGLIORARE IL TENORE DI VITA E DI SALUTE DELLE POPOLAZIONI!

Nonostante tutto ciò – e altro ancora: non si riesce a tenere il conto delle nefandezze compiute per odine del Grande Criminale – vi sono ancora persone che pensano a Putin come a un interlocutore con cui poter comporre un compromesso, con cui negoziare fidando che manterrà la parola!

Almeno, a valle di tutto ciò che è accaduto, sono scomparse le voci di quei fessi, o “utili idioti”, che lo avevano visto come un grande leader, un grande condottiero…!

Ma l’Europa è stanca – tanto per cambiare – gli USA impegnati in altro, nella risposta all’ATTACCO IGNOBILE E CRIMINALE DI HAMAS AD ISRAELE che ha fatto e fa gioco alla Russia di Putin e alla sua costante attività volta a DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DALLA PRESSIONE MILITARE SULL’UCRAINA.

Essendo un DITTATORE che ha congelato qualunque voce dissidente interna, Putin non deve rendere conto a nessuno: ordina di posizionare le risorse economiche sugli armamenti, ordina di ampliare gli effettivi delle forze armate, prosegue nella guerra ibrida, continua ad utilizzare la Wagner in Africa e utilizza sapientemente Hamas per indebolire USA e UE e portarle a distogliere non solo lo sguardo dall’Ucraina ma anche gli aiuti economici e militari.

Allora, la cosiddetta “strategia” putiniana sembra essere di nuovo cambiata, semplicemente approfittando della situazione che si è venuta a creare. CONTINUARE A GETTARE SUL CAMPO CARNE DA CANNONE, MERCE UMANA A BASSO COSTO, gente reclutata nei sobborghi più poveri della dittatura putiniana, gente che se muore non importa quasi a nessuno, mentre le famiglie dei caduti hanno qualche soldo per sopravvivere…

Una sorta di “GUERRA DI TRINCEA” DI INIZIO NOVECENTO, con pressione costante contro le forze armate ucraine, uso dell’aviazione, di droni e cannoneggiamenti da distanza.

In tutto ciò l’Ucraina ha subito le incertezze dell’Occidente che si è lasciato intimorire dalle minacce putiniane sull’uso di armi nucleari o di ampliamento del conflitto. Come dire ai soldati ucraini: DOVETE MORIRE UN POCO ALLA VOLTA, PERCHÉ NOI VI FORNIAMO ARMAMENTI SOLO POCO PER VOLTA, E NELLA TIPOLOGIA CHE CI SEMBRA PIÙ UTILE PER NON… PROVOCARE IL CRIMINALE DEL CREMLINO!

Ora Putin sembra SOLO ASPETTARE. Altri muoiono per lui, l’opposizione interna è stata demolita, può permettersi tempi lunghi.

Il “GENERALE INVERNO”, in altri tempi, ha portato alla disfatta Napoleone prima, Hitler poi, e ora sembra essere il maggiore alleato delle milizie russe che nei mesi scorsi si sono ampiamente trincerate. E l’inverno combatte accanto a chi si difende…

A fronte di questa pseudo-strategia di Putin, che si basa solo sulla forza della carne da macello, del terrore, della quantità di uomini da mandare avanti, QUAL È LA STRATEGIA DELL’OCCIDENTE PER AIUTARE L’UCRAINA A RESISTERE E A RIPRENDERE LA CONTROFFENSIVA NEL 2024?

 

Andrea Castiello d’Antonio

POST SCRIPTUM:

A fronte di questo articolo mi aspetto – come accaduto regolarmente nel recente passato – la solita bordata di email di larvata intimidazione provenienti dai bot russi (desinenza: @mail.ru) che saranno segnalate come sempre alle Autorità di competenza.