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STRESS DA LAVORO: QUALI SONO I CAMPANELLI D’ALLARME?

STRESS DA LAVORO

La risposta generata dallo stress si accompagna sempre a modificazioni fisiche interne di cui ci rendiamo conto solo attraverso dei segnali finali.

 

I principali campanelli d’allarme provocati dallo stress da lavoro e dall’ansia si riscontrano quando:

  • Il sangue affluisce al cervello e al sistema muscolare, causando spesso la sensazione delle mani e dei piedi freddi;
  • L’organismo va in stato generale di allarme e la sensibilità a ciò che accade nell’ambiente – o in settori specifici dell’ambiente – è acuita;
  • L’organismo incrementa il rilascio di sostanze che forniscono energia al corpo come il glucosio;
  • Alcuni sistemi del corpo – come il sistema immunitario – sono momentaneamente silenziati per far confluire le energie su altri sistemi, ad esempio il sistema muscolo-scheletrico.
  •  

In generale l’organismo si prepara. A cosa?

Si prepara alla fuga oppure all’attacco.

È questa la primordiale risposta dell’organismo ad ogni tipo di stress: fight or flight response, attacco o fuga. Ma ce ne è un’altra, tra le risposte all’ansia e allo stress da lavoro, che dobbiamo considerare: la risposta di congelamento, la freezing-response, quando la persona “si blocca”.

 

Come si intuisce, sono risposte ataviche, non a caso osservabili in tutti gli animali.

Ma nel mondo civilizzato, e soprattutto nel mondo del lavoro, queste risposte sono perlopiù inibite, sfumate, deviate… Allora – anche a causa di questo processo di civilizzazione – nascono i problemi legati all’ansia e allo stress: disturbi psicosomatici, problemi psicologici, azioni irrazionali, e così via.

 

Ad esempio, se il sistema cardiovascolare è continuamente messo sotto pressione, è probabile che si traduca in una “ipertensione essenziale” che, da parte dei medici, è un modo neutro di dire che la persona ha la pressione alta e non si sa perché… 

 

Vi sono molte ripercussioni che possono manifestarsi a livello fisico.

Non a caso il medico di base, o medico di famiglia, un tempo etichettava le persone in situazione di disagio senza cause apparenti come affetti da “esaurimento nervoso”, mentre oggi le etichetta come “stressate”…

Non è cambiato molto!

 

E psicologicamente, cosa accade? Quali sono i sintomi e come si cura lo stress da lavoro?

  • Ansietà;
  • irritabilità;
  • nervosismo;
  • tensione interna;
  • latente insoddisfazione;
  • insopportabilità verso ciò che ricorda il lavoro, l’ambiente fisico lavorativo o i colleghi.

Oppure:

  • depressione;
  • pensieri negativi;
  • abbattimento;
  • sfiducia generalizzata in sé stessi;
  • sensazione di costante di affaticamento;
  • perdita di interesse per le attività extra-lavorative consuete.

 

O ancora:

  • aggressività;
  • atteggiamenti provocatori;
  • rabbia;
  • azioni impulsive;
  • disgusto verso tutto ciò che è collegato al lavoro;
  • perdita di desideri per il futuro e di senso progettuale; 
  •  perdere oggetti ripetutamente, dimenticare appuntamenti:
  • scivolare, cadere, andare incontro a piccoli traumi fisici, distorsioni, fratture.

 

Anche le malattie più comuni possono essere in agguato: dal semplice raffreddamento, al prendersi ripetutamente influenze, dalla tosse che non scompare mai all'avere sempre mal di stomaco. E che dire del mal di testa, delle palpitazioni (“cuore matto”) degli indolenzimenti muscolari quasi costanti (soprattutto al collo e alla schiena), del senso di oppressione al petto, della stanchezza continua.

 

Spesso il cibo diviene un surrogato e allora si dà il via alle abbuffate serali, quelle che poi provocano insonnia e pesantezza al risveglio. Oppure ci si rivolge alla caffeina, al tabacco. C’è chi si rilassa con l’alcol, chi si concede “la canna” serale o di fine settimana, o peggio…

 

Tempo fa, fu coniato il concetto di burn-out per indicare la persona che – a causa del lavoro e, soprattutto, di lavori che la espongono costantemente al rapporto con gli altri, e/o che implicano l’aiuto, il servizio sociale, il supporto sanitario e educativo – si sentono bruciati.

Cioè esauriti emotivamente, privi di energie, prosciugati, già stanchi al mattino appena svegli, che sentono la giornata di lavoro come un macigno sulle spalle, una condanna infinita… E che durante il tempo libero hanno solo voglia di riposare, dormire, non vedere nessuno, mentre sul lavoro diventano freddi e indifferenti alle richieste di chiunque.

 

Andrea Castiello d’Antonio