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IL RIENTRO AL LAVORO: PERCHÉ LE VACANZE FINISCONO COSÌ IN FRETTA?

RIENTRO AL LAVORO

Per molti, settembre non è semplicemente il mese del rientro.

È una sorta di nuovo Capodanno: ricomincia il lavoro, riprendono gli impegni, tornano gli obiettivi, le scadenze, le responsabilità.

E le vacanze? Sembrano già lontanissime.

 

È curioso: aspettiamo le ferie per mesi e poi, dopo pochi giorni dal rientro, sembra quasi che non siano mai esistite.

Perché?

Una possibile risposta riguarda il nostro modo contemporaneo di vivere il tempo.

Anche la vacanza è diventata qualcosa da consumare rapidamente: luoghi da vedere, esperienze da fare, fotografie da scattare, programmi da rispettare.

Spesso pochi giorni vengono riempiti fino all'inverosimile.

 

Così rischiamo di perdere qualcosa che un tempo apparteneva alla vacanza: il riposo, l'ozio, il non fare, il lasciarsi vivere.

 

La psicologia parla di POST-HOLIDAYS BLUES, quella particolare malinconia che può accompagnare il ritorno alla vita quotidiana.

Ma il problema non è soltanto la fine delle ferie. È anche ciò che ritroviamo al nostro rientro.

 

Per alcuni, il lavoro è un luogo nel quale ritrovare motivazione, identità, relazioni e possibilità di crescita.

Per altri, invece, rappresenta una routine dalla quale ci si sente prigionieri.

 

E oggi c'è un ulteriore elemento: l'insicurezza.

Rientrare dalle vacanze può significare chiedersi se il proprio posto di lavoro esisterà ancora, se l'organizzazione sarà cambiata, se arriveranno ridimensionamenti, riorganizzazioni o nuove difficoltà collegate all’instabilità internazionale.

 

Quando il lavoro viene meno, infatti, non perdiamo soltanto uno stipendio. Possiamo perdere una parte importante della nostra identità personale e sociale.

Per questo, davanti a una crisi lavorativa, non serve indossare la maschera di Superman e fingere che tutto vada bene.

La sorpresa, lo smarrimento, la tristezza e il senso di perdita sono reazioni umane e comprensibili.

 

Occorre attraversarle.

 

E forse è proprio questo il significato più profondo del rientro: non soltanto tornare al lavoro, ma domandarsi quale posto occupi il lavoro nella nostra vita.

 

E, quando le circostanze lo impongono, avere il coraggio di reinventare il proprio lavoro e, talvolta, anche se stessi.

 

Vedi il mio articolo pubblicato nel 2011 ma ancora sostanzialmente attuale:

https://www.castiellodantonio.it/il-ritorno-al-lavoro-tempi-di-crisi

 

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