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MATRIMONI A RISCHIO

matrimoni a rischio

Leggo in un libro di psicologia di un paio di decenni fa che il matrimonio è diventato un “esperimento” rischioso, e a volte crudele.

Il tempo attuale ha fortemente accentuato la sensazione che ciascuno ha il diritto alla piena soddisfazione personale e all’appagamento emotivo, esistenziale.

Anche a spese dell’altro o dell’altra – “Contro” chi ti sei sposato? si dice scherzosamente, ma forse non tanto!

 

La felicità va cercata nel qui-e-ora e c’è poca voglia e nessun tempo per adattamenti, men che mai per la comprensione dell’altro o dell’altra.

 

Passando dallo status di coppia libera o di fidanzati, a quella di coppia sposata si attua una rivoluzione globale degli equilibri personali e di coppia, mentre sullo sfondo la società, la pubblicità, i mezzi di comunicazione di massa presentano modelli irraggiungibili. Donne e uomini dal fisico perfetto, famiglie armoniose e ricche, case stupende, lavori dinamici e interessanti: insomma, la felicità

 

Celebrato, vissuto e “consumato” il giorno del matrimonio e la “luna di miele” (“luna” e “miele”… come a dire: una fase speciale di vita, che poi finirà!) inizia o ritorna la vita reale, quotidiana, fatta di piccole cose, che necessita (anche) di continui adattamenti reciproci, mediazioni, rinunce, sopportazioni.

È qui che molte coppie si infrangono e non sanno più cosa fare se non, imperiosamente, lasciare tutto e tornare…

Tornare? Anche su questo punto le illusioni veleggiano libere.

 

Dunque: illusioni prematrimoniali fondate su immagini irrealistiche, attese fantasiose, modelli culturali che sono lontani ed esterni dalla coppia e dalle sue possibilità concrete, emotive e relazionali.

 

Crollo delle immagini idealizzate del partner e della vita coniugale che spinge l’uno o l’altro a dire “Basta, me ne vado!”.

Decisione relativamente facile in assenza di figli, assai più complicata lì ove vi siano anche dei bambini, o siano presenti forti interessi che sono stati messi in comune (soprattutto interessi economici).

 

L’incapacità di vivere la vita reale conduce, dunque, le coppie sposate da poco a intendere tale stato come una “impossibilità” – impossibilità nel proseguire il cammino in due.

Dal ritenere impraticabile andare avanti alla decisione di lasciarsi il passo è breve pur se contornato da estenuanti o acuti litigi punteggiano la vita delle due persone.

Quando tutto ciò accade, sta per accadere, o è già accaduto (come troppo spesso avviene) emerge una assenza: è assente – è stata assente – la richiesta di aiuto, di supporto, di consiglio!

 

Di fronte a molte situazioni di questo genere si prova la sensazione triste basata sul pensiero: Se avessero chiesto aiuto prima…

Sì, perché a volte può bastare tutto sommato poco per rimettere in carreggiata un rapporto che è deragliato.

Ma è necessario intervenire tempestivamente.

 

Una volta i vecchi psicologi si proponevano non solo per la terapia di coppia, ma per la terapia coniugale – così era denominata.

Una definizione che non si usa più ma che dava l’idea che il matrimonio si può (anche) riparare.

 

Quando la coppia è dentro il conflitto - ne parlo nel mio libro Conflitti scritto con Luciana d’Ambrosio Marri - oppure dentro l’incomprensione, sembra che non ci siano più strade percorribili, che tutto sia irrimediabilmente distrutto.

 

A volte la crisi prende il volto della noia, della routine, dell’apatia, del non riuscire a vedersi più come prima.

 

Altre volte emerge un fatto eclatante, il tradimento, ed ecco che la relazione di fiducia si rompe.

 

Le tempeste emotive si susseguono, e così anche i litigi, o i musi lunghi, l’astio, la distanza sempre più profonda…

 

Una unione che diventa un incubo: “una comunione di cattivi umori di giorno e di cattivi odori la notte”, secondo una frase attribuita allo scrittore francese Gustave Flaubert.

 

Il consiglio che mi sento di dare alle coppie in crisi è: NON ASPETTARE A RICHIEDERE UN AIUTO PSICOLOGICO ESPERTO!

Nulla è perduto e tutto può essere recuperato e migliorato. C’è questa possibilità!

Allora: VALE LA PENA TENTARE PRIMA DI DISTRUGGERE UN PROGETTO DI VITA!

 

Andrea Castiello d’Antonio