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L'APA ricerca un Chief Diversity Officer

Una “lezione di civiltà” arriva da oltreoceano, precisamente dagli Stati Uniti d’America. La prestigiosa American Psychological Association (APA) ha pubblicato una inserzione per scegliere un/una CDO – Chief Diversity Officer che avrà l’obiettivo di gestire una fase di trasformazione indirizzata verso la trilogia EDI: Equity, Diversity & Inclusion.

La focalizzazione su EDI costituisce e rispecchia uno dei valori centrali dell’Associazione, collegato al piano strategico della stessa finalizzato a sviluppare e far avanzare la Psicologia a beneficio dell’intera società e per sviluppare il benessere della vita di tutte le persone.

Ma il messaggio lanciato dall’APA si delinea come qualcosa di più di un semplice annuncio di ricerca di personale (cosa che già costituisce una specie di miraggio se collocata nel panorama italiano in cui una simile ricerca sarebbe circolata tra gli amici degli amici…). Lavorare sull’equità, la diversità e l’inclusione è, infatti, specificato essere un impegno di tutti – tutti! – i membri dell’Associazione.

Il/la CDO avrà il compito di comunicare, tradurre, interpretare e promuovere questa missione al fine di trasformarla in obiettivi perseguibili e raggiungibili. Nel far ciò il/la CDO si dovrà integrare con gli altri uffici di Staff e con i singoli responsabili e membri dei servizi interni che sono impegnati a supportare il progetto anche al fine di sviluppare strategie innovative e iniziative sistematiche che possano andare a vantaggio sia della stessa APA, sia della Society at large, della comunità intera.

La posizione di CDO è collocata a diretto riporto del CEO e lavora in diretto collegamento con il Board direzionale e con l’ Executive Management Group.

Sono fiero di far parte di questa Associazione, fin dal 1993 (sono ormai 26 anni).

L’APA conta oggi oltre 115.000 soci in tutto il mondo e ha celebrato nel 2019 il suo 127° anniversario. E’ forse superfluo affermare che l’APA è una Equal Employment Opportunity/Affirmative Action Employer che, tradotto in parole concrete, significa che non discrimina le persone in base a categorie come: la razza, il colore, l’età, la religione, l’orientamento sessuale, l’identità di genere, il paese di origine, la disabilità, e l’appartenenza a categorie speciali come, in USA, sono i Veterani.

È possibile approfondire l'argomento sul Diversity & Inclusion Management in questo articolo di Luciana D'Ambrosio Marri e nella sezione del suo sito dedicata proprio al Diversity Management.

Andrea Castiello d’Antonio