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Body Shaming

Il body shaming e l'encomiabile iniziativa di Vanessa Incontrada

L’iniziativa di Vanessa Incontrada di posare per Vanity Fair al fine di richiamare l’attenzione sul corpo delle donne (per dirla in modo estremamente sintetico) la sua intervista e il suo monologo incisivo e impattante hanno riaperto un fronte mai chiuso. Il fronte del rispetto della persona in quanto tale, dell’essere umano in quanto essere vivente e simile a noi, della dignità della donna in ogni sua dimensione e “forma”. Non a caso Vanessa Incontrada è stata oggetto di critiche crudeli e feroci nel 2008 quando nacque suo figlio e il suo corpo si trasformò. E non è certamente la prima donna impegnata in ruoli di spettacolo o, comunque, esposti al pubblico a cui accadono simili cose.

Prendo lo spunto da questa recente e encomiabile iniziativa di Vanessa Incontrada per attirare l’attenzione sulla forma di bullismo mediatico (e non solo mediatico) che è il Body Shaming, cioè il deridere una persona, inducendo vergogna, per il suo aspetto fisico, per il suo corpo. Che sia mediatico oppure portato con una comunicazione verbale e/o scritta diretta (frasi ingiuriose rivolte direttamente alla persona) o indiretta (commenti e allusioni scambiati a mezza bocca che deridono una terza persona), per il nostro fine, conta poco – pur tenendo ben presente le differenze di impatto dell’utilizzo di differenti “canali” di comunicazione.

Ciò che colpisce la persona – intesa proprio come un “bersaglio” – è un insieme magmatico di offese, osservazioni derisorie, sprezzanti, velenose, cattive, odiose, malvage, sarcastiche e sostanzialmente distruttive non solo l’immagine ma la vera e propria identità psicofisica. La persona-bersaglio può essere derisa per numerosi motivi ma, di base, perché il suo corpo, il suo aspetto fisico, non corrisponde a ciò che “altri” hanno deciso costituire la norma, il canone estetico, la “forma vincente” o l’astratto ideale del corpo femminile. In generale la persona è offesa perché è “troppo”, oppure “troppo poco”, o semplicemente “diversa” (si tratta, peraltro, di un fenomeno che può colpire anche i maschi, non soltanto le femmine, soprattutto nell’età pre-adolescenziale e adolescenziale).

Chiunque può ipoteticamente diventare bersaglio degli odiatori-giudici del corpo altrui – tra questi vi sono, naturalmente, molti che hanno notevoli e veri difetti fisici ma che proiettano il loro disagio, non riconosciuto e negato, su altre/altri.

Il Body Shaming è una cosa seria, soprattutto da quando i social network e l’ambiente del Web consente a chiunque di attaccare rimanendo nascosto. Ciò che un tempo, nel mondo dei ragazzi e delle ragazze in età di scuola media inferiore e superiore, poteva rappresentare una presa in giro, oggi è divenuto un fenomeno criminale che può indurre non solo grave disagio mentale ed esistenziale nella persona, ma può addirittura spingerla a gesti estremi. E anche nei casi in cui non si attuano gesti estremi, può capitare che la persona-bersaglio sviluppi una sorta di odio contro se stessa giungendo a infliggersi dolore attraverso ferite e tagli.

La criminalità morale – ma talvolta accompagnata anche da gesti di aggressione fisica – presente nel Body Shaming, è avvicinabile ad altri fenomeni molto noti come il Mobbing e lo Stalking: fenomeni in cui più persone (nel Mobbing), oppure una sola persona particolarmente incattivita (nello Stalking) aggrediscono la persona-vittima. Vittima che viene colpevolizzata, indotta a vergognarsi e a ritenersi indegna o inadeguata, soggetto ad un pesante attacco che ne indebolisce l’autostima causando sofferenza psicologica anche grave come accade, ad esempio, negli attacchi di angoscia.

Nel bullismo tra adolescenti si colpiscono persone in formazione particolarmente sensibili sul versante della necessità di sentirsi integrate nel gruppo dei pari ed accettate, mentre le donne adulte che hanno visibilità sociale sono particolarmente esposte al Cyberbullismo nel momento in cui il loro corpo muta a causa di fattori esterni, di fattori accidentali o di passaggi normali della vita, come il mettere al mondo un figlio.

 

Chi è vittima del Body Shaming deve essere aiutato/a psicologicamente a resistere agli attacchi e a riconquistare fiducia in sé.

 

Andrea Castiello d’Antonio